In una dichiarazione rilasciata di recente da Calenda, il diretto interessato ha dichiarato di non collaborare “con gli estremisti”.
La presunta svolta a destra di Calenda risalente a qualche mese fa, potrebbe prendere vita in maniera abbastanza clamorosa. Le sue dichiarazioni, riportate da Ansa, hanno messo in evidenza una potenziale apertura a Forza Italia.
Nonostante alcuni punti in comune, il segretario di Azione ha messo alcuni paletti che potrebbero ostacolare questa collaborazione. Ammesso che non vengano rispettati dal partito di maggioranza, ovviamente.

Le parole del leader di Azione
Ecco le parole del leader di Azione: “Niente intese con le quinte colonne di Putin o chi riceve nazisti cocainomani al ministero“. Parole che, come riporta ancora una volta Ansa, si riferiscono al ricevimento di Salvini nei confronti di Tommy Robinson.
Si tratta di uno dei tanti punti in comune con Tajani, il quale ha dichiarato appena poco prima come il leader dell’estrema destra britannico fosse incompatibile con i suoi valori. Un altro punto in comune riguarda il “Sì” al referendum.
A questo proposito, Calenda ha dichiarato: “Questo Paese ha un disperato bisogno di liberali, popolari e riformisti. Faremo quel percorso e se ci sarà spazio per collaborare, sarò felicissimo. Non defletteremo un secondo perché a svegliarmi in un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni, Salvini o Vannacci proprio non ce la faccio“.
L’invito di Calenda
Con quanto appena proposto, Calenda ha voluto fare un invito a sua volta sottoscritto da Tajani: “Un invito ad ex democristiani ed ex socialisti che non si riconoscono più nel Pd e nel M5S per costruire una grande forza cristiana liberale riformista in grado di essere non il centro del centrodestra, ma il centro della vita politica del Paese“.
Progetto che, come dichiarato dallo stesso Paolo Berlusconi, sembrerebbe godere dell’approvazione di tutta la sua intera famiglia.